Il Kollettivo Majakovskij è un laboratorio politico culturale, indipendente, autonomo ed autofinanziato, di stampo antifascista e anticapitalista.
Nasce dall'impegno di un gruppo di compagni, provenienti da varie esperienze, nell'affrontare tematiche politiche e culturali, dalla parte del popolo e del proletariato, riportando alla purezza gli ideali di sinistra e dei valori socialisti, in opposizione al potere dei capitali nei confronti della classe operaia e dei salariati.
In particolare il Kollettivo si sta occupando delle problematiche legate ai diritti fondamentali dell'uomo, dai diritti civili ai diritti dei lavoratori, dal diritto allo studio alle questioni di genere, dalle problematiche ambientali al diritto agli spazi sociali e abitativi e della rioccupazione e riorganizzazione degli spazi inutilizzati con particolare attenzione su riciclo, raccolta differenziata e innovazioni tecnologiche ed eco-sostenibili e su tematiche inerenti immigrazione, integrazione e multiculturalità.
Il Kollettivo inoltre si interessa dell’analisi critica della politica internazionale e locale attraverso discussioni pubbliche ed eventi culturali quali rassegne cinematografiche, gruppi di lettura, concerti dal vivo mostre d’arte e seminari; collaborando con altre realtà presenti sul territorio con la possibilità di interagire anche con altri laboratori, enti, associazioni e privati cittadini.
martedì 19 novembre 2013
UN COLPO DI SPUGNA NON RIPULIRA’ LE VOSTRE COSCIENZE
giovedì 14 novembre 2013
San Giovanni Rotondo, paese di mare!
Non è ammissibile che ogni qual volta piove per più di cinque minuti, molte persone si trovano ad affrontare grossi disagi e sono costrette a subire ingenti danni causati dagli allagamenti.
Non è ammissibile dover superare enormi difficoltà ad uscire di casa per andare a lavorare o svolgere le commissioni necessarie perché si dovrebbe “nuotare” nell’acqua e indossare una muta da sub!
Non è ammissibile che per tamponare questo problema, in alcune zone, si utilizzi una vasca provvisoria (e comunque non a norma) che fa stagnare le acque raccolte foriere di malattie. Le costruzioni selvagge, le colate di cemento, a scapito di alberi e terreni, deviano le acque dal loro percorso naturale, mentre la mancanza di “fogna bianca” aggrava il problematico equilibrio idrogeologico della città.
Come collettivo politico, e in qualità di cittadini, continueremo questa battaglia per incentivare gli amministratori a trovare al più presto una soluzione definitiva prima che si verifichino piogge allagamenti, frane e dissesti tali da causare una tragedia. La ferita dell’alluvione che ha devastato il nostro paese qualche anno fa è ancora aperta e fresca nella memoria di tutti.
Questo tipo di scenario, al giorno d’oggi, è semplicemente degradante.
lunedì 11 novembre 2013
Splendori e miserie del gioco del Calcio
Sono molti infatti quei ragazzi che nei tristi bordi delle grandi città, le favelas, cornice desolante delle metropoli latine, calciano quantità industriali di lattine e palle di carta, immaginando di essere gli idoli dello stadio stracolmo di gente. Pochissimi riescono a volare nel magico e spietato sistema del calcio, il cliché è valido per i vari Pelé, Ronaldo, Maradona, Messi, che un po’ come Garibaldi, percorrendo un percorso inverso, diventano “ Eroi dei Due Mondi”, conquistando con le loro gesta anche le piazze e le curve degli stadi europei.
Edoardo Galeano nasce a Montevideo nel 1940, vive in esilio gli anni del colpo di stato militare e comincia la sua attività di giornalista in Spagna e in Argentina, ritornando in patria nel 1985 dove continua la sua attività di scrittore. << Sono passati gli anni e col tempo ho finito per assumere la mia identità, non sono altro che un mendicante di buon calcio. Vado per il mondo con il cappello in mano, e negli stadi supplico una bella giocata>>. Proprio il divertimento, unito alle gesta dei grandi campioni e allo stupore delle folle rappresentano gli elementi che regolano questi semplici racconti che si aprono con dei ritratti ironici e per un certo verso crudi e realistici dei protagonisti di questo sport.
Colpisce la descrizione del Portiere, un uomo solo che attende tra i pali la sua fucilazione, colui che rovina la festa al goleador, un emerito guastafeste. Gioca con una maglia diversa dagli altri e porta il numero 1 non perché è il primo ad essere pagato ma il primo a pagare. La folla non gli perdona nulla.
Dopo aver illustrato le varie figure di questo sport, corredando anche i supporters che sono distinti in tifosi e fanatici, il libro si sofferma sulle origini del calcio seguendo un alone mitico, racconta i vari rapporti con i regimi politici e con gli intellettuali che spesso lo consideravano come uno strumento di distrazione per le masse. La narrazione continua con il racconto di tutte le rassegne del Mondiale per le squadre nazionali, queste le pagine più profonde, infatti è interessante scoprire come nelle prime edizioni della Coppa “Rimet” il principale motore dell’organizzazione è rappresentano dal regime, la bandiera comanda il pallone: esempio lampante il mondiale del 34 e del 38 vinto dall’ Italia per merito del braccio teso di Mussolini, o la partita giocata dalla Dinamo Kiev in Germania, nel 1942, dove i calciatori ucraini furono fucilati con le magliette addosso per aver vinto contro una selezione nazista. Oltre ai rapporti con la politica, l’autore si sofferma sui rapporti con la superstizione: vere e proprie leggende oniriche avvolgono le partite più discusse. Fatti mitici e leggendari circondano la narrazione, riti magici che prevedono il seppellimento di rospi all’ interno degli stadi sudamericani per augurare il presagio maligno della sconfitta agli avversari.
Il libro termina la sua storia del calcio con le vicende degli anni 70 dove si affacciano nuovi padroni nel pallone: gli sponsor, il marketing e i diritti tv.
Vale la pena fermarsi su queste pagine coinvolgenti, a volte surreali e malinconiche, altre volte ironiche e curiose che lasciano sulle labbra un sorrisino beffardo, quel ghigno tipico di ciascun sognatore, disposto ad inseguire i sogni in una realtà disarmante, anche in questo modo.
